Intervista a Filippo Dalmonego (5lisb), giurato al Bolzano Filmfestival e a Roa' Lakrimdi, collaboratrice al Filmfestival di Trento (5cm).
Spinti dall'amore per il cinema, Roa' e Filippo hanno colto l'opportunità di spiare il magico mondo dei festival e ci hanno raccontato la loro esperienza nelle due province della Regione.

teatro


Quali aspetti o momenti ti hanno maggiormente interessato?
Roa' Ho trovato interessante l'incontro con gli ospiti e i loro discorsi, ho avuto piacere di ascoltare alcuni registi presentare il loro cortometraggio. Mi ha stupito anche il numero di persone, la maggioranza è di età avanzata (alcuni di loro appena finivano un film entravano per quello dopo) ,anche se qualche giovanotto intrufolato c’era.
Inoltre al “Montagna libri” mi sono divertita molto, a me piace chiacchierare e lì ogni scusa è buona; che sia con volontari o visitatori. Tra l’altro ho curiosato tra libri e riviste, molto tranquillo. Infine l’ultimo giorno sono stata al Sass (spazio archeologico in piazza C. Battisti) per un piacevole incontro con una scalatrice.
Filippo La cosa che mi è piaciuta di più è stato l'ambiente del festival: tutti erano sempre disponibili a confrontarsi. È difficile descrivere con parole l'atmosfera che si respira, per questo consiglio a chiunque ami il cinema di provare delle esperienze del genere. È stato bello parlare con gli attori, che sul grande schermo sembrano lontani, e soprattutto con i registi, la cui passione per il cinema si sente in ogni parola che usano per descrivere il loro film. In particolare ricorderò sicuramente la premiazione. Noi ragazzi della giuria abbiamo scelto il film vincitore e dovevamo ovviamente annunciarlo durante la sera della premiazione. Quando siamo andati sul palco, sono stato io quello a fare il discorso e ad annunciare il vincitore, ed è stato emozionante.

Cosa è il cinema per te ?
Filippo 
È difficile dire cosa sia il cinema per me, ma se dovessi usare una parola per descriverlo direi: ispirazione. Quando guardo un film cerco sempre di trarne un insegnamento per migliorare me stesso e il cinema ispira in me qualcosa che poche altre cose mi danno. Se questo non è possibile, il cinema è arte, e l'arte non ha sempre bisogno di una spiegazione. Il cinema è speciale perché è l'unica arte che combina la scrittura, con la pittura e con la musica.
Roa' Sono un'amante dell’arte, tutta, senza esclusioni. La musica, la danza, la letteratura, il cinema e l’arte visiva in generale che sia pittura, scultura o architettura mi danno carica. Mi fanno venire una voglia immensa di vivere e viaggiare il mondo per intero, penso che l’arte non abbia confini nè di tempo nè di spazio. Lega culture e generazioni
lontanissime, non ha bisogno di etichette perché parla da sè; come se fosse una “meta-meraviglia”, perché ti lascia meravigliato o sorpreso (non significa che sia sicuro che tipiaccia ma di certo non se ne può negare la portata creativa). Il cinema per me è una sfumatura di un grandissimo arcobaleno.

A questo punto non ci resta che augurare ai due ragazzi di continuare l'esperienza e di puntare a settembre, alla Biennale del Cinema di Venezia e, ovviamente, di tornare per condividere l'avventura.

PON 2021

SERALE
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