la follia razzionale della guerra

Grande entusiasmo ieri al Teatro S. Pietro per l'evento cineforum “La follia razionale della guerra”.
Venti classi del triennio hanno assistito all'incontro dedicato al sistema guerra e parte del progetto Cineforum, che da più di dieci anni si tiene al Martini con un alto livello di partecipanti. Oltre agli incontri pomeridiani, il cineforum di quest'anno, dal titolo “L'alba dentro l'imbrunire” ha previsto due speciali mattine dedicate a temi chiave quali libertà, identità, diritti e sistema guerra.
Ieri, 9 maggio alle 8, ha preso il via l'incontro programmato precedentemente lo scoppio del conflitto in Ucraina. Prima di tutto la visione di un film ha portato i ragazzi nella terribile prigione irachena Abu Ghraib e nella vita di un reduce, scritta e diretta Paul Schrader, che sembra ritrovare il suo personaggio di Taxi Driver a migliaia di km più in là del Vietnam e molti decenni dopo.
Razionalità e irrazionalità dell'umanità moderna allegoricamente rappresentate dal gioco del poker.
L'intervento poi che ha aiutato a fare luce sui dietro le quinte dei conflitti è stato quello tanto apprezzato del giornalista Rai Raffaele Crocco, che ha portato le sue esperienze di reporter di guerra e la sua conoscenza della geopolitica mondiale.
Tante le domande per lui, interrotte solo dal poco tempo, diversi gli interrogativi dei ragazzi sulla guerra in corso e il ruolo dell'Italia e l'Europa. Crocco non ha tralasciato responsabilità collettive e individuali, dinamiche e cause profonde, insistendo sull'inutilità della guerra e sulla rivalutazione del termine “pacifismo”, come obiettivo serio verso cui lottare ogni giorno, senza armi. I ragazzi hanno avuto la possibilità di entrare in una dimensione mondiale della geopolitica, di analizzare relazioni, di riflettere sul valore dell'informazione e di cogliere l'urgenza di una presa di coscienza al fine di essere cittadini uniti in un mondo migliore.
Mentre la studentessa Joanna recitava magnificamente le, purtroppo non così lontane, parole di Brecht, i ragazzi lasciavano il teatro con quelle due parole che Crocco ha lasciato loro con una richiesta di spinta all'azione: libertà e futuro.
L'interesse e la partecipazione all'evento, così come i dibattiti pomeridiani al cineforum, dimostrano che i ragazzi ci sono e si fanno sentire.
Quello che resta sono domande aperte, qualche risposta e la complessità di un mondo spesso ingiusto per cui vale però la pena di lottare. Per un'alba, dentro l'imbrunire.

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