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a4 locandina bdLa prima mostra italiana sull’origami che ne racconta le origini, l’evoluzione, il significato, l’espressione artistica e tecnologica fino ai moderni impieghi nell’ingegneria aerospaziale, nella chirurgia, nell’ingegneria e nell’architettura. Dall’arte alla scienza in un percorso espositivo di taglio internazionale che comprendere anche laboratori, convegni, incontri didattici.
La mostra è curata da Melina Scalise e Francesco Tadini con la collaborazione dei Politecnici di Milano e Torino, più nello specifico del Dipartimento di Architettura e Design e del Dipartimento di Scienze Matematiche G.L. Lagrange.
Sponsor tecnici il Centro Diffusione Origami e Publistampa Arti Grafiche Edizioni che, per l’occasione, presenterà il libro Origami tra Arte e Scienza.
L’esposizione è costituita da un percorso scientifico e divulgativo e da un percorso d’arte, con la mostra dei lavori di Paolo Bascetta, Alessandro Beber, Elisabetta Bonuccelli, Serena Cicalò, Daniela Cilurzo, Silvana Fusari e Alessandra Lamio, e si completa con la presenza straordinaria di un trittico della serie Il Ballo dei Filosofi di Emilio Tadini, con una rilettura ed analisi in chiave filosofico-matematica a cura di Melina Scalise e dei Politecnici di Milano e Torino.
L’origami ha una storia per certi aspetti misteriosa. Sospesa tra Oriente e Occidente, segue i percorsi della carta che dalla Cina si diffonde in Giappone e Corea, giungendo a noi grazie agli Arabi come conseguenza della loro espansione nei nostri territori.
Quindi arte tradizionale giapponese, certo, ma anche tecnica ben conosciuta in Europa, soprattutto come forma di piegatura dei tessuti.
Va pur detto che l’origami vive una curiosa condizione: quella di essere conosciuto da tutti o quasi nelle sue forme più elementari (chi non ha mai piegato una barchetta di carta, un aeroplanino, un ventaglio, tanto per citare dei modelli popolari?), ma da pochissimi – perlopiù “addetti ai lavori” - nelle sue varie evoluzioni artistiche, tecniche o applicative.
Scopo della mostra è, perciò, quello di promuovere la conoscenza dell’origami nelle sue “incarnazioni” più contemporanee. Come espressione artistica astratta, come manifestazione tangibile di teorie matematiche e geometriche, come risorsa da impiegare a livello scientifico, industriale, commerciale.
Per questa ragione si è scelto di mettere insieme un gruppo di autori che si muove prevalentemente in ambito non figurativo, allontanandosi volutamente da un’idea di origami più tradizionale, legata alla rappresentazione della realtà.
In parallelo, si è pensato al coinvolgimento dei Politecnici di Milano e Torino per curare la parte scientifica, che prevede anche ragguardevoli contributi provenienti da varie realtà di ricerca di grande profilo internazionale.
Il team coinvolto è composto da architetti, ingegneri e matematici che illustreranno la matematica dell’origami presente nelle sue maggiori applicazioni tecnologiche, quali lenti solari, strutture architettoniche e micro-robot, solo per citarne alcuni.
Presentazione d’eccezione, invece, in omaggio al lavoro artistico di Emilio Tadini, pittore e scrittore a cui è dedicata la Casa Museo Spazio Tadini è la lettura “origami-geometrica” di alcuni suoi quadri a cura dei due Politecnici, con la collaborazione di Melina Scalise e Francesco Tadini.
Si prevedono inoltre, per tutta la durata della mostra, laboratori e conferenze come ulteriore supporto divulgativo e come modalità di coinvolgimento del pubblico, con particolare attenzione alle scuole di ogni ordine e grado.
Il fine è trasportare per primo l’autore, e poi lo spettatore, in un mondo di visione caleidoscopica, dove la realtà spaziale percepita è completamente nuova.

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