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MD1"Quale scuola e quali competenze per i millennials?".

Se lo sono chiesti in tanti - aziende, enti, docenti, tutor, studenti - il 10 dicembre all'istituto di istruzione superiore Martino Martini di Mezzolombardo, nella seconda edizione annuale del "Matching day", giornata di riflessione sulle e restituzione delle esperienze di alternanza scuola-lavoro. L'ASL, o stage aziendale o tirocini, come tutte queste forme di contaminazione tra scuola e mondo del lavoro possono essere chiamate, è oggi messa sotto attacco da molti. Le scuole lamentano difficoltà a reperire enti disponibili e a proporre percorsi di qualità; le aziende, dal canto loro, sono state anch'esse investite dal 2015, da quando cioè la legge cosiddetta della "buona scuola" ha reso obbligatorie tali azioni progettuali, da una mole di lavoro ulteriore rispetto al proprio core business.

Giovanni Coletti, patron della Tama, nonesa azienda leader di settore, Alessandro Cestaro e Massimo Pindo, entrambi researcher della Fondazione Edmund Mach, Claudia Dolci - project manager di FBK junior - hanno dibattuto per due ore intense con docenti e studenti sul senso dell'avvicinamento tra scuola e lavoro, sul profilo di competenze - culturali, professionali e personali - oggi richiesto ai giovani al loro ingresso nel mondo del lavoro adulto.
 
Con alcuni punti chiave in comune - al di là delle differenti storie personali e percorsi di studio e lavoro di questi privilegiati testimonial: l'accento sulle competenze trasversali, sulla capacità di lavorare in team, sulla crucialità che esperienze di volontariato e associazionismo, hobbie, passioni e impegno civile completino il tradizionale curriculum accademico. La flessibilità, l'apertura a mondi e culture nuove, la disponibilità alla mobilità - geografica e professionale - completano gli ingredienti che un giovane deve possedere per essere "appetibile" per il datore du lavoro, "occupabile", come si dice in gergo tecnico. Con un monito: mai fare, progettare, imparare con un fine immediato circoscritto e poco lungimirante, ma - sempre - investire su se stessi, avere visione del futuro, anticipare il cambiamento, essere "affamati" e curiosi, innanzitutto per diventare persone migliori, cittadini attivi, che sicuramente realizzeranno le loro ambizioni, se determinati e motivati. Qualche dritta più "immediata" e "accorta" per chi cerchi occupazione? Non inviare serie infinite di Cv via mail, ma presentarsi di persona, "guardare" negli occhi il reclutatore, trasmettergli entusiasmo, competenza, professionalità.
 
E "siate meno "mammoni" - hanno chiosato i relatori: chi non assumerebbero mai i testimonial del matching day? Un aspirante che si presenti al colloquio con mamma e papà: lungi dal testimoniare lodevole attaccamento familiare, il gesto comunica scarsa autonomia, poca fiducia di potercela fare da soli.
La scuola - dal canto suo - deve ripensare se stessa e la sua didattica tradizionale - avverte Claudia Dolci: i percorsi di alternanza rischiano di non produrre cambiamenti significativi, se non accompagnati da una profonda riflessione su quello che la scuola insegna e come lo fa: in maniera esclusivamente trasmissiva e frontale o mettendosi in gioco con compiti di realtà e cogliendo le rilanciando le sfide che il mondo esterno pone.
Hanno arricchito la mattinata di lavori gli stand illustrativi delle esperienze di alternanza che gli studenti delle quarte ed innumerevoli enti, pronti e presenti all'appello del Martini, hanno dettagliatamente descritto ai loro compagni più giovani delle classi seconde e terze, nonché a tutti gli adulti addetti ai lavori, genitori presenti, tutor aziendali, in uno scambio fruttuoso e ricco di spunti e riflessioni per il futuro.
 
Insomma: si sta costruendo già da ora la terza edizione in Dicembre 2019 del martiniano "matching day".