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Cosa possiamo fare noi, come scuola, per combattere il fenomeno degli illeciti economici e finanziari? Il primo passo è sicuramente quello di informare gli studenti e promuovere in loro un atteggiamento critico verso l’illegalità. Ad affiancare le scuole in questa missione c’è il Tavolo della legalità, costituito dalla PAT nel maggio 2016 su invito del MIUR. Al Tavolo della Legalità partecipano referenti della Questura, della Polizia di Stato (diverse sezioni: postale, stradale, sezione che si occupa di stolking e violenza di genere), della procura dei Minori, dei Carabinieri, dell’Associazioni Nazionale Magistrati, dell’Università degli Studi di Trento, dell’Agenzia delle Entrate - Direzione provinciale di Trento, della Guardia di Finanza, del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa, della Banca d’Italia – sede di Trento e del Difensore Civico. All'interno del Tavolo è presente anche il Presidente della Consulta provinciale degli studenti.
Il Martini ha accolto di buon grado la proposta del Tavolo d’organizzare un incontro. Martedì 28 maggio gli studenti di due classi dell’Istituto tecnico economico e tre classi del Liceo economico sociale vi hanno partecipato.
Ad avviare il confronto con gli studenti è stato il colonnello Roberto Ribaudo che ha illustrato le varie attività poste in essere dalla Guardia di Finanza al fine di contrastare gli illeciti economici e finanziari, sottolineando la forte interconnessione che v’è tra loro. Per far meglio comprendere la sinergia che risiede fra evasione fiscale, inquinamento dell’economia, corruzione, riciclaggio e crimine organizzato sono stati presentati alcuni video tratti da film e alcuni servizi del telegiornale su casi reali di operazioni investigative. I partecipanti, grazie alla continua richiesta di autonome riflessioni da parte del dott. Amleto Carobello dell’Agenzia delle Entrate e della dott.ssa Michela Vitulano di Banca d’Italia, si sono sentiti molto coinvolti. Grandi sono stati l’attenzione e l’interesse verso i temi trattati, forse perché ormai c’è maggiore consapevolezza che il mancato rispetto delle regole in ambito economico-finanziario danneggi l’economia di un Paese e, conseguentemente, rubi futuro ai giovani.