03.05.2023

Gli studenti negli scranni del Consiglio provinciale, a raccontare come nei mesi scorsi hanno potuto provare ad affrontare un problema collettivo in modo costruttivo e sostenibile, mettendosi nei panni di chi amministra l’autonomia speciale trentina. E’ quanto accaduto il 17 maggio scorso con la fase conclusiva di “Ci pensiamo noi”, laboratorio 2022/2023 attivato dalla Presidenza del Consiglio provinciale nel quadro del grande sforzo in corso di dialogo con i ragazzi delle scuole trentine, percorso che in un triennio di lavoro dello staff dedicato a palazzo Trentini, ha condotto qualcosa come 11 mila giovani a toccare con mano l’autonomia speciale e a conoscere il “gioco” della democrazia rappresentativa.

Gli ospiti in aula del presidente Walter Kaswalder sono stati la classe la IV B dell’indirizzo amministrazione finanza e marketing dell’istituto tecnico Martino Martini di Mezzolombardo (insegnante Eliana Gruber) e la IV G del liceo linguistico Sophie Scholl di Trento (insegnante Kerrie Hellelmut) e Kaswalder li ha accolti calorosamente, assieme alle due dirigenti d’istituto . “Questo – ha detto loro – è il luogo del confronto fra le diverse idee politiche, il posto privilegiato dove discutere, mediare, trovare soluzioni ai tanti problemi della collettività.

A seguire, anche l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti si è rivolto ai giovani ospiti: “Mi auguro – ha detto – che un giorno possiate essere anche voi seduti in quest’aula da consiglieri eletti. Dobbiamo essere tutti consapevoli che da soli non bastiamo, ma abbiamo bisogno della persona seduta al nostro fianco – un compagno di classe, un docente, un gruppo sportivo, un’associazione – per valorizzare le differenze di pensiero”.

In aula consiliare ha voluto esserci anche il presidente della Provincia. Maurizio Fugatti ha voluto ricordare ai ragazzi la cornice euroregionale (festeggiata sabato ad Ala), quella regionale e poi l’importanza dell’aula consiliare come massima espressione dell’autogoverno responsabile del Trentino e della sua espressione democratica. Il presidente ha anche parlato di aspetti identitari dell’autonomia e di simboli positivi come quello di Andreas Hofer, che si sta promuovendo in tutti i luoghi della sua biografia.

Il gruppo della Sophie Scholl – con un video e poi con gli interventi dei ragazzi – ha quindi illustrato il proprio lavoro, che verte su Euregio e politiche del trasporto pubblico nei tre territori. Gli studenti del nostro istituto hanno invece preso di petto la questione delle infiltrazioni criminali nella valle del porfido trentino, sviscerata sentendo anche Carla Strumendo (dirigente Servizio minerario Pat) e il dirigente Pat Giovanni Gardelli. A “spaccare” – nell’evento odierno – è stato soprattutto l’allestimento scenico calato dentro l’emiciclo consiliare, una vivida rappresentazione del dramma che ha visto la ‘ndrangheta prendersi spazi in valle di Cembra, cercando di instaurare un clima di illegalità, insicurezza e omertà tipicamente mafioso.

I consiglieri Alessio Manica, Ivano Job, Alex Marini e Denis Paoli sono rimasti colpiti dall’efficacia teatrale e hanno voluto apprezzare lo sforzo di approfondimento degli studenti, prezioso nell’ottica di ricucire la distanza molto grande tra cittadini e politica, tra giovani e istituzioni, e per l’intento di rendere l’autonomia e anche la dimensione Euregio meglio conosciute dalla popolazione.